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FABLES WEDDING HISTORY

Di Raffaella Maffei
Direttore responsabile

C’era una volta, un manipolo di giovani italiani del Sud, campani per la cronaca, con velleità di rendere le notizie di costume, in particolare quelle riguardanti i matrimoni, patrimonio culturale nazionale. Poco dopo la nascita del parigino Le Journal des Dames, verso la fine del XVIII sec., diedero alle stampe il primo numero di Fables Wedding Magazine, sotto la direzione dell’ex etoile Raffaella Maffei: un solo foglio, in formato lenzuolo, di grande carattere. Tra i collaboratori, la contessa Sonia, la precettrice Elisabetta, il giovane tenutario Carlo. Col tempo a questi si aggiunsero molti e audaci collaboratori e globe trotter. Fables era una rivista rivoluzionaria e indipendente, perciò costretta a soccombere sotto la censura napoleonica. La redazione e il direttore furono imprigionati dall’imperatore e le chiavi delle segrete furono buttate nelle fiamme del Vesuvio. Siete increduli? Oibò! Fate bene, perché Fables Wedding nasce nel XXI sec., da un’idea di MDL global e approfitta a piene mani dell’era della rete digitale e della rivoluzione della comunicazione. È un progetto ricco di notizie di moda, curiosità e informazioni imprescindibili per chi sogna o contribuisce alla favola che si realizza il giorno del “Sì, lo voglio!”.

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Certo, se fossimo vissuti tra il l XVIII e il XIX sec., lì dove si creavano miti come Cenerentola o La bella addormentata, noi di Fableswedding.com avremmo comunque pubblicato il nostro notiziario e lo avremmo fatto come in queste pagine. Forse avremmo scritto e minato il rito dell’esposizione del lenzuolo macchiato di sangue, dopo la prima notte di nozze; dato vita a discussioni politiche, da salotto intellettuale, per il riconoscimento dei diritti delle coppie, di qualsiasi razza e religione. Avremmo messo in campo tutte le nostre capacità, per scovare le modiste e i sarti più all’avanguardia. Suggerito come organizzare un banchetto chic e gustoso, per intere comunità; i pranzi allargati erano un must, per tutte le classi sociali. Commentato il matrimonio della giovanissima Regina Vittoria con il cugino tedesco, il Principe Alberto, la prima a sposarsi in abito bianco, di satin e pizzo Honiton. Studiato le prime fotografie, per proporre lo stile giusto per il giorno del sì, unico e indimenticabile; oppure osservato le mode suggerite dalla Contessa di Castiglione. Probabilmente i nostri lettori sarebbero stati i genitori e i nonni degli sposi, i wedding planner dell’epoca. Di sicuro, in qualità di direttore responsabile, avrei chiesto a Balzac di collaborare con noi.

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