ARCHEO DULCIS, LA PASTICCERIA SI FONDE CON L’ARCHEOLOGIA

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(di Floriana Langella) – Noi di Fabels promuoviamo la valorizzazione e la conoscenza di nuove forme di arte, per questo proponiamo la mostra Archeo Dulcis, inaugurata al MAV, il museo archeologico virtuale di Ercolano, lo scorso novembre. L’intera collezione di 35 pezzi, che coniuga l’arte pasticciera all’archeologia, si potrà ammirare anche all’Expo di Milano. Il soggetto è territorio antico di Castellammare di Stabia, nel salernitano, sede in epoca romana di imponenti ville signorili. È ispirata alle tecniche di cake design e all’art decor, ma con un tocco e un rilievo diverso: sono la riproduzione in zucchero di opere artistiche e di reperti archeologici. Le dolci opere sono lavorate e dipinte a mano. Realizzate interamente in pastigliaggio, una particolare tecnica di lavorazione dello zucchero.
L’esposizione è stata curata dal Club pasticcieri italiani, guidati da Antonio Vanacore, con la direzione artistica di Luigi Coppola. Troviamo i calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C., rinvenuti nell’orto pompeiano: l’Orto dei Fuggiaschi. La famigliola che non è riuscita a scampare alla catastrofe, adagiata al suolo, nella stretta della morte. Il termopolio di via dell’Abbondanza a Pompei, con la riproduzione del cibo venduto nel banco antico, con i marmi colorati che lo decoravano. Il mosaico con Frisso ed Elle, la meridiana da Villa San Marco, i quadretti con le figurine miniaturistiche, che contano alcune delle icone meglio note della pittura antica, Flora, Medea, Leda e Diana dalla Villa di Arianna. Insomma, zucchero o no, sembra davvero di visitare un museo archeologico.

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