HAUTE COUTURE: LES MERVEILLES DI BRUNO CARUSO

Les Merveilles, la collezione haute couture 2015 dello stilista Bruno Caruso, illumina e rende omaggio ai prestigiosi saloni ottocenteschi di Palazzo San Teodoro a Napoli. Quaranta creazioni, per le linee sposa, gran sera e uomo sfilano e incantano oltre trecento ospiti, non solo italiani. Tra le clienti del couturier napoletano, presenti alla sfilata, anche la figlia di uno sceicco del Qatar, l’imprenditrice Aicha Bolho Aboutkaalil, la proprietaria del ristorante parigino African Lounge Restaurant, Ami Bello e da Zurigo l’imprenditrice italo svizzera Miriam Marini. Ma anche Paola Rubino, proprietaria della Kimbo con il marito Sergio Di Sabato.Tra le particolarità delle nuove realizzazioni spiccano le sete e i satin elasticizzati, impreziositi da perle e pietre.
Non mancano i pizzi, magnifici e tanto amati dallo stilista, sontuose cappe da indossare in chiesa per coprire le scollature e le trasparenze degli abiti. Le lunghezze sono variabili, ma il lungo predilige quasi sempre lo strascico. Il bianco seta è affiancato da un caldo color miele. La collezione dedicata alla gran sera inventa abiti corti e bombati, che Bruno Caruso ha disegnato ispirandosi agli anni ‘50 e ’60. Gonne a godet, morbide e rotonde si abbinano a corpetti aderenti, con profonde scollature o con linee asimmetriche monospalla. Grandi fiori a rilevo decorano i tessuti satin, pizzo e merletto che si accompagnano al tulle. Blue, silver, oro e nero restano i colori preferiti, ma anche un dolce rosa cipria e un aggressivo rosso Valentino.
Sono sempre pulite le linee dedicate all’uomo di Bruno Caruso, ispirate a quelle classiche della sartoria napoletana, della quale è grande interprete e fedele conservatore. Classico anche nei colori: nero, blu scuro e grigio carico. Innovativo, invece, nei tessuti, propone uno shantung rovesciato, per ottenere una maggiore versatilità e leggerezza.Alla fine della sfilata tenutasi sabato scorso, 15 novembre, Bruno Caruso, il sarto-stilista come ama definirsi, ha annunciato la volontà di realizzare un’accademia di moda gratuita per i giovani. “Per insegnare l’arte della sartoria napoletana – spiega – e non disperdere un prezioso mestiere artigianale, che vede il made in Naples promosso e apprezzato nel mondo”. “Un progetto che va sostenuto”, commenta il presidente della sezione moda dell’Unione industriali di Napoli, Carlo Palmieri, AD di Carpisa e Yamamay.

Raffaella Maffei
Sono una wedding-addicted. Coltivo la mia passione per la scrittura e il giornalismo, da quando ho imparato a scrivere le vocali. Ho collaborato con numerosi quotidiani e riviste nazionali e locali, testate online e con alcune trasmissioni di La7, Rai e Mediaset. Ho lavorato come ghostwriter e per il cinema. Porto addosso le storie raccolte durante gli anni in cui mi occupavo del welfare italiano, il terzo settore, dove i sogni e i desideri sono rivolti solo alla sopravvivenza. Poi, ho conosciuto coppie di novelli sposi anche nei campi profughi... Amor omnia vincit!

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