Abito da sposa cercasi, serenamente

Il matrimonio non era tra i miei obiettivi. E ora abito da sposa cercasi. Quando il mio compagno mi ha chiesto di sposarlo per la terza volta – nel mentre abbiamo avuto due bimbi -, ho pensato di utilizzare l’abito comprato alla seconda proposta. Ma una volta fuori dalla custodia, un coro unisono si è levato: Out! Modello principessa, in tulle rosa cipria, bustino increspato e scollatura a barchetta, leggermente a cuore. Molto carino ma…

Non sono più una ballerina di danza classica, da decenni! Purtroppo, non sono più legata all’immagine eterea che mi caratterizzava. Nemmeno a quella da signorina bon ton, che l’ha accompagnata e seguita. Né sono più la ribelle, anticonformista, persa nella ricerca della giustizia. Troppe domande, poche risposte, a volte barbariche… Ho sempre amato sentire e vedere il mio corpo valorizzato da tessuti pregiati. Da adolescente mi piaceva disegnare abiti da sera, per gran galà, da indossare per ricevere una qualunque statuetta, magari d’oro. Alcuni li ho visti realizzati, le mie compagne di liceo adoravano i miei bozzetti.

Di fronte al dramma estetico che andava componendosi, per il mio abito da sposa, ho reagito disegnando una sorta di doppio abito. Una tunica svasata realizzata all’uncinetto, in lamé avorio o platino. Spalline sottili. Profondo scollo incrociato a v, avanti e dietro, morbido. Gonna senza strascico, stretta in vita da una cintura gioiello. Sotto un semplice abito lungo, a tubino, ton sur ton, georgette di seta, scivolato e con scollo a cuore. Il mio fisico androgino rischia di scomparire in abiti troppo strutturati, ma anche di essere sottolineato da linee troppo semplici.

Ho chiesto a mia madre di realizzarlo, lei è una maga del crochet. E poi… Il romanticismo di avere l’abito fatto da lei, non è quantificabile. “Non ho tempo, sono sempre con i tuoi figli!”, mi ha risposto. E’ vero. Ho dovuto soprassedere e optare per il piano C: abito da sposa cercasi nel world wide web. Chiavi di ricerca: abito da sposa hippie, vintage, boho, bohemien, gipsy, Art Déco, flapper girl… Obiettivo? Trovare quello che più somiglia allo stile che vorrei indossare il mio giorno speciale: semplice e suggestivo, romantico e sensuale, originale e senza tempo. Ho così intrapreso il mio vagare tra gli infiniti wedding dress, di ogni collezione o stagione.

Mi affascinano molto gli stili di Jenny Packam, Yolan Chris e Rue de Sein. Ma sono innamorata anche di Blumarine, Claire PettibonZuhair Murad in questo momento condivide le mie stesse ispirazioni.

Chissà chi o meglio quale abito mi lascerà senza parole. O forse sceglierò quello per il quale potrò spendere parole a fiumi… L’abito da sposa resta il protagonista di un giorno, per antonomasia indimenticabile, che si parli di nozze festeggiate in un castello, di ricevimenti in casali di campagna – in stile country, tra balle di fieno e botti – o in un esotico ed esclusivo resort. Pertanto, abito da sposa cercasi, shanti shanti, serenamente.

Raffaella Maffei
Sono una wedding-addicted. Coltivo la mia passione per la scrittura e il giornalismo, da quando ho imparato a scrivere le vocali. Ho collaborato con numerosi quotidiani e riviste nazionali e locali, testate online e con alcune trasmissioni di La7, Rai e Mediaset. Ho lavorato come ghostwriter e per il cinema. Porto addosso le storie raccolte durante gli anni in cui mi occupavo del welfare italiano, il terzo settore, dove i sogni e i desideri sono rivolti solo alla sopravvivenza. Poi, ho conosciuto coppie di novelli sposi anche nei campi profughi... Amor omnia vincit!

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