Carlo Pignatelli per la collezione primavera/estate 2015, veste lo sposo da James Bond

Ha l’aria di un James Bond, ancora più scaltro e smaliziato, l’uomo che incarna i modelli firmati da Carlo Pignatelli per la collezione primavera/estate 2015. Sarà per via del farfallino, must have di stagione, che si intona a una personalità fuori dagli schemi. Se poi viene tinto di fucsia, abbinato a una giacca navy e a un pantalone bianco, ecco creato l’attore incantatore, che la sa lunga sulle donne e le proprie abitudini, a partire proprio dal suo stile. La sobrietà degli abiti classici non retrocede davanti al gusto per i particolari d’effetto, niente di più adeguato per un outfit sposo intramontabile.

Un papillon, infatti, se rigato diventa accessorio unico e inimitabile. Come gli occhiali, che fanno da schermo su cui leggere un pensiero sempre attivo. C’è anche il doppio petto, un altro affetto dell’elegante ma anarchico personaggio di Fleming. Quello che adocchiamo negli outfit colore blu scuro, con revers profilati, in una tonalità ancora più intensa, ci fa percepire il gusto del cocktail prediletto. Lo sposo Carlo Pignatelli della collezione primavera/estate 2015 beve: “Un Martini, agitato, non mescolato”. Per gli amanti del gessato, le proposte alternano gilet, camicia e farfallino in total white.

Se proprio non volete rinunciare alla vostra vena da romantici, non prendete esempio dalla condotta del nostro amico 007, ed evidenziate la vostra delicatezza con un fiore all’occhiello. In ultima istanza, come non considerare il nero. Tutti abbiamo qualcosa di questo colore, perché allora non sceglierlo come ci viene proposto: abbinato a un gilet nello stesso tono. Per completare? Un papillon nero lucido che viene ripreso dalla profilatura del risvolto di giacca. Efficace e d’effetto per un matrimonio serale con sorpresa: il nostro sposo gentleman 2.0, messo in scena da Carlo Pignatelli, per la collezione primavera/estate 2015. Of course!

Raffaella Maffei
Sono una wedding-addicted. Coltivo la mia passione per la scrittura e il giornalismo, da quando ho imparato a scrivere le vocali. Ho collaborato con numerosi quotidiani e riviste nazionali e locali, testate online e con alcune trasmissioni di La7, Rai e Mediaset. Ho lavorato come ghostwriter e per il cinema. Porto addosso le storie raccolte durante gli anni in cui mi occupavo del welfare italiano, il terzo settore, dove i sogni e i desideri sono rivolti solo alla sopravvivenza. Poi, ho conosciuto coppie di novelli sposi anche nei campi profughi... Amor omnia vincit!

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