Le cinesi sognano l’abito bianco

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Nell’ex Celeste impero la tradizione vuole la sposa in rosso, ma le nuove generazioni sognano di dire “sì” in bianco. Per la tradizione cinese il rosso resta il colore delle promesse d’amore, ma la suggestione della moda occidentale sta imponendo l’abito bianco. Così, quasi tutte le spose indossano un abito rosso per brindare con gli ospiti, come omaggio alle tradizioni, ma è l’abito bianco, quello prediletto per il momento delle fotografie. Sì, anche per l’abito bianco passa tutta l’attrazione di un modello di vita, quello occidentale, che assieme alla moda e alla cucina da qualche anno seduce l’ex Celeste impero.

I modelli che piacciono di più sono quelli princess – vita stretta e gonna vaporosa – che valorizzano il fisico minuto delle donne orientali, uniti a una grande passione per il bianco quasi ottico che ben si armonizza con la carnagione diafana delle cinesi, con il culto di un incarnato pallido e perfetto. Se i genitori o gli sposi stessi sono più tradizionali, la scelta cade su abiti meno scoperti. Quali sono gli stilisti preferiti? Vera Wang, la designer di moda newyorkese, di natali cinesi, è forse la più seguita e amata dalle spose cinesi. Il suo flagship di Shanghai e il suo negozio di Hong Kong – con le vetrine “oscurate” ad arte onde evitare di ritrovare i suo abiti copiati e a buon mercato – sono fra le mete più ambite da molte ragazze.

Altra designer nella wish list al momento del “sì”, è Guo Pei. Piace molto anche lo stile di Aolisha, marchio di abiti da sposa disegnato da Wei Xinkun con l’italiano Giancarlo Mossi Borella,  la risposta cinese alla sapienza sartoriale di icone di stile come Valentino, Armani o Alberta Ferretti. Tra le altre maison specializzate nel proporre il fascino del bianco da sposa, c’è Galatea che ha aperto nel 2006 il suo primo negozio a Pechino. L’industria del sì, nell’Impero di mezzo, dove ogni anno si scambiano promesse d’amore circa 10 milioni di coppie, vale circa 60 miliardi di dollari, secondo stime del China wedding industry development report. Un business del quale, oltre l’abito, fa parte anche l’anello delle promesse d’amore, il solitario di diamante, altra tradizione importata da occidente. Cartier e Tiffany sono i marchi occidentali più ambiti, ai quali si ispirano i brand cinesi I do e Coronet Diamonds. Una sola differenza, l’officiante del matrimonio è un presentatore.

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