Storia dell’abito da sposa dai tempi antichi ai giorni nostri

La storia dell’abito da sposa ha origini molto antiche che affondano nell’antica Grecia. Successivamente le tradizioni sono cambiate e si sono modificate, attraversando il Medioevo, l’epoca napoleonica e l’età vittoriana fino ad arrivare ai giorni nostri.

Nei seguenti paragrafi ti racconto tutta la storia dell’abito da sposa, evidenziando le particolarità e le curiosità più simpatiche. Sapevi ad esempio che il primo vestito bianco per la sposa fece la sua comparsa solo alla fine del ‘400? Scopriamo tutti gli altri aneddoti!

Storia dell’abito da sposa, le origini nell’antica Grecia e nella Roma Imperiale

L’abito da sposa affonda le sue origini nell’antica Grecia. Le donne in procinto di sposarsi indossavano una tunica con cordoni attorno la vita. Sulla testa portavano invece una corona di mirto, il fiore della dea dell’amore Afrodite.

Se il vestito nuziale dell’antica Grecia era piuttosto sobrio e semplice, nell’antica Roma l’abito tende ad essere più sfarzoso. Le future mogli indossavano una tunica bianca coperta da un mantello di color zafferano, stesso colore usato per i pomposi calzari, ed una collana di metallo.

I capelli venivano raccolti in 6 trecce, preparate già la sera prima avvolte in una retina rossa e ricoperte da un velo rosso, giallo o arancione. Infine una coroncina di mirto e fiori d’arancio a cingere la testa.

Dal’300 al Medioevo

Nel 1300 gli abiti iniziavano ad essere più opulenti. Tra le novità da segnalare, soprattutto in Inghilterra, la presenza in mano delle spose di rametti di rosmarino come simbolo di fedeltà e resistenza. Il rosmarino infatti all’inizio fa fatica a crescere, ma poi diventa una pianta forte e resistente.

Nel Medioevo invece il vestito da sposa era curiosamente rosso, colore dell’amore passionale che stride con il candore del bianco usato oggi. Gli abiti erano realizzati con stoffe preziose e pregiate, come il velluto ed il damasco, per dare maggiore enfasi alla cerimonia.

Dall’epoca napoleonica all’età vittoriana

Curiosamente per vedere il primo abito bianco nella storia dobbiamo aspettare la fine del ‘400. Fu Anna di Bretagna ad indossarlo nel 1499 durante il matrimonio con Luigi XII di Francia.

Il rosso è stato comunque il colore più utilizzato per molto tempo, fino a lasciare il posto a colori pastello più delicati nell’epoca napoleonica. In questo periodo esplodeva la moda dei cosiddetti abiti in stile impero, usati ancora oggi per un look principesco ed altisonante che non passa certo inosservato.

L’abito bianco fu sdoganato definitivamente nelle chiese dalla regina Vittoria che, in occasione del suo matrimonio con il principe Alberto, stupì tutti sfoggiando un vestito semplice ma straordinariamente elegante.

Fu lei a rilanciare la moda del bianco che, in virtù della sua raffinatezza e del suo candore, rappresenta il colore ideale per le cerimonie moderne.

Storia dell’abito da sposa: i nostri tempi

Dopo questo lungo viaggio nella storia eccoci arrivati ai nostri giorni. Oggi il bianco, con tutte le sue sfumature, è l’abito per eccellenza per i matrimoni dei nostri tempi. Alcune spose audaci e trasgressive optano per abiti colorati, una scelta decisamente coraggiosa che però ha il suo perché. In questi casi è consigliabile usare tubini o abiti principeschi da sirena.

Al di là di stravaganze e scelte fuori dagli schemi, il bianco è senza ombra di dubbio il colore più utilizzato per le nozze. Poi, secondo le tradizioni e le superstizioni, ci sono accessori colorati fortunati ed altri invece da evitare.

Il blu indica sincerità da parte della sposa ed il verde timidezza. Ci sono poi una serie di colori che andrebbero evitati. L’avorio ad esempio preannuncia una vita turbolenta, il rosa una futura perdita economica ed il rosso addirittura desiderio di morte.

Gli invitati ovviamente dovrebbero evitare il bianco, colore riservato unicamente alla sposa. In teoria sarebbe da accantonare anche il nero, che però è molto gettonato soprattutto nei matrimoni serali per la sua eleganza.

Fonte foto: Pixabay

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