Matrimonio ebraico: il rito e i festeggiamenti

Ogni matrimonio è ricco di fascino e di significato e può svolgersi secondo diversi riti.

Quello ebraico ha le sue peculiarità, che lo rendono unico e coinvolgente, con una cerimonia spirituale dagli aspetti ben definiti.

La sua simbologia, le usanze ed i rituali conferiscono un sapore chiaramente mediorientale a tutta la cerimonia. Sposi ed invitati conoscono a fondo il rito, con frasi di matrimonio ben precise da dover pronunciare, ed altri passaggi da seguire.

Se ti stai chiedendo quali siano queste particolarità, di seguito troverai tutte le informazioni e le curiosità legate a rito e festeggiamenti.

Rito per la sola Comunità Ebraica

E’ bene sapere che un matrimonio ebraico può essere celebrato esclusivamente tra persone appartenenti alla Comunità Ebraica. La base spirituale è considerata fondamentale, di conseguenza i futuri sposi devono professare entrambi lo stesso credo, o comunque convertirsi all’ebraismo prima di celebrare il matrimonio. Tale obbligo deriva dalla profonda convinzione degli ebrei di dover mantenere l’impegno nei confronti della fede e dei loro padri. Tutta la cerimonia, infatti, è ricca di richiami religiosi e di usanze e rituali dal profondo senso spirituale.

Di conseguenza, sebbene alcuni rabbini non si soffermino su questo aspetto per celebrare il matrimonio, il diritto ebraico è ben chiaro al riguardo e nega la validità di qualsiasi unione che non rispetti questo vincolo. In Italia si celebrano regolarmente matrimoni ebraici, in quanto tale religione ha conseguito intese con lo Stato italiano per garantire il riconoscimento degli effetti civili per le sue cerimonie.

La data della cerimonia

Per prepararsi alla cerimonia bisogna considerare alcuni aspetti rilevanti. Si parte dalla scelta della data delle nozze: è infatti necessario assicurarsi di escludere il periodo dello Shabbat. Non è quindi possibile sposarsi dal tramonto del venerdì al tramonto del sabato, dal momento che lo Shabbat è la festa del riposo: l’ebraismo gli riconosce lo status di gioiosa festività.  Allo stesso modo, vanno escluse le date che coincidono con le altre festività religiose e con la Pasqua ebraica, così come non è possibile sposarsi nelle ultime tre settimane dell’estate.

Preparativi prima del rito

Le pubblicazioni non devono essere affisse di Sabato o in altri giorni di festività. I futuri sposi sceglieranno due testimoni che non devono avere alcun legame di parentela con la coppia. Una volta fissata la data delle nozze, bisogna recarsi all’Ufficio Rabbinico per espletare alcune formalità burocratiche: devono essere consegnati i documenti che serviranno a redigere il contratto matrimoniale, chiamato Ketubà.

Inoltre, viene stabilita la sede dove si svolgeranno le nozze, che può essere la Sinagoga o anche un luogo all’aperto. Per quanto riguarda la sposa, sono previsti alcuni rituali da osservare prima del matrimonio: in particolare, grande importanza ha la Tevilà, che consiste nel bagno purificante da fare per prepararsi alla nuova vita matrimoniale. Tale bagno si effettua nel cosiddetto Mikvè, una vasca riempita con acqua di fonte o acqua piovana. La scelta dell’abito deve poi ricadere su una tinta rigorosamente bianca. Per quanto riguarda lo sposo, la scelta dell’abito può essere un kittel , sempre bianco, o potrà aggiungere un tallìt.

Rito del matrimonio

La cerimonia si svolge al di sotto della cosiddetta chuppah o huppàh: si tratta di un baldacchino costituito da un telo bianco o rosso, sorretto da quattro pali, con possibili decorazioni, come fiori ed altro ancora. Per primi arrivano il rabbino e lo sposo, seguiti dai parenti di sesso maschile: la sposa giunge per ultima.

Si ha la benedizione del calice da cui bevono gli sposi, e poi il rabbino prosegue con il sermone. Lo scambio degli anelli non è presente nel rito ebraico, ma lo sposo dona un anello alla sposa prima di passare alla lettura della Ketubà. Vengono enunciati i diritti e i doveri della coppia e soprattutto gli obblighi del marito verso la moglie. Infine si passa alle sette benedizioni che proteggeranno il matrimonio, elencate dal rabbino, mentre porge agli sposi un secondo calice.

Quest’ultimo verrà poi poggiato a terra dallo sposo e calpestato, fino ad infrangerlo. Ultimo rito è quello noto come Yihud, che significa unione: gli sposi si ritirano in una stanza privata al termine della cerimonia e consumano insieme un consommè.

Festeggiamenti con gli invitati

Non appena terminate le diverse fasi della cerimonia, quando gli sposi saranno pronti, potrà avere inizio il ricevimento con gli invitati. La festa prenderà il via attraverso uno specifico rito, che riguarda la benedizione della Challah, il tradizionale pane intrecciato.

A questo punto proseguiranno i festeggiamenti con amici e parenti, gustando del buon cibo e diverse pietanze. Un momento di grande gioia è quello collegato alle danze tradizionali: ad esempio tra le più amate e diffuse si ha la Hora, una ballata in cerchio, ricca di emozioni ed energia.

Simboli e significati

Durante le varie fasi del matrimonio ebraico compaiono diversi elementi dalla forte simbologia. Ad esempio la vasca Mikvè, dove la futura sposa si immerge prima della cerimonia, simboleggia la rinascita spirituale, per la nuova vita matrimoniale.

Il baldacchino presente nella Sinagoga simboleggia la futura abitazione dei due sposi. Ancora, l’anello che il marito dona alla sposa è un simbolo della protezione che le assicurerà, così come del legame d’amore eterno che si instaura tra i due.

Il calice che viene calpestato è un simbolo della distruzione del tempio di Gerusalemme e dell’allontanamento dalla terra Santa del popolo ebraico. Infine, il pane intrecciato Challah, che viene benedetto all’inizio del ricevimento, simboleggia l’unione delle famiglie.

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