Matrimoni più folli al cinema: le 5 scene indimenticabili del grande schermo

Il tema wedding ha sempre ispirato il mondo del cinema, che ha dato vita a film e soprattutto a scene che sono rimaste nella storia del grande schermo. Nei matrimoni c’è sempre un pizzico di follia, perciò in questo articolo ci siamo focalizzati sui matrimoni più folli al cinema che ci hanno fatto sorridere, piangere ed anche riflettere. Prepara i pop corn e scopriamo le scene più bizzarre a tema wedding che hanno caratterizzato la storia del cinema.

Matrimoni più folli al cinema: “Una notte da leoni”

“Una notte da leoni”, film che ha letteralmente sbancato i botteghini di tutto il mondo, più che sul matrimonio è incentrato sull’addio al celibato dei 4 protagonisti che ne passano di tutti i colori.

Tra le tantissime scene esilaranti, una delle più divertenti è la vestizione dello sposo e dei suoi testimoni in una piazzola di sosta. Gli abiti? Rigorosamente consegnati al volo da un pazzo in autostrada.

Il povero Doug alla fine riuscirà ad arrivare in tempo al matrimonio, anche se con qualche effetto collaterale… Difficile annoiarsi con amici del genere, soprattutto se si chiamano Alan, Phil e Stu!

“Kill Bill vol. 2”: il Massacro ai Due Pini

Gli amanti del genere pulp, e soprattutto dello stile tarantiniano, sicuramente apprezzeranno questo riferimento al film “Kill Bill vol. 2”, anche se il finale della scena in questione è tutt’altro che allegro.

Nel Capitolo 6, intitolato “Massacro ai Due Pini”, Uma Thurman (alias Beatrix Kiddo) sta svolgendo le prove per il matrimonio. Improvvisamente giunge sul posto David Carradine, alias Bill, ex compagno di Beatrix che compie una vera strage uccidendo tutti i presenti nella chiesa.

In realtà non tutti sono morti, Beatrix miracolosamente è ancora viva e 4 anni dopo si riprenderà la sua vendetta.

Matrimoni più folli al cinema: “Viaggi di nozze” e lo stakanovista dottor Raniero Cotti Borroni

Passiamo ora a qualcosa di più allegro, il divertentissimo film “Viaggi di nozze” di Carlo Verdone che racconta pregi e soprattutto difetti degli italiani in un contesto goliardico ma, in fondo, neanche tanto distante da alcune realtà.

Tutti vorrebbero avere un dottore come il professore Raniero Cotti Borroni (Carlo Verdone), sempre pronto a rispondere alle telefonate dei suoi pazienti finanche sull’altare. Non l’avrà pensata allo stesso modo Fosca, alias Irene Pivetti, la moglie costretta a subire l’ossessiva precisione del marito dedito 24 ore su 24 al lavoro.

Altrettanto divertenti e rocambolesche le vicende della sfortunata coppia Giovannino-Valeriane e del duo coatto Ivano e Jessica.

“Mamma mia!”: 3 padri al posto di uno!

La tradizione vuole che sia il padre ad accompagnare la sposa all’altare, ma cosa succede se hai tre potenziali padri? É esattamente quello che succede nel film musical “Mamma mia!”.

Sophie Sheridan, la futura sposa interpretata da Amanda Seyfried, decide di invitare tre vecchie fiamme della mamma. Una di loro potrebbe infatti essere il padre.

Dopo diverse peripezie i tre uomini si affezionano alla ragazza e decidono di essere ognuno padre per 1/3.

“Il mio grosso grasso matrimonio greco”, quando due culture si incontrano

Talvolta può capitare di non andare d’accordo con i propri suoceri e spesso si sente dire la frase: “In fondo devo sposare la persona che amo, non la sua famiglia”.

Ecco, se uno dei due sposi è greco in realtà non è esattamente così. Ne è una perfetta dimostrazione il film “Il mio grosso grasso matrimonio greco”, in cui i protagonisti sono Toula Portokalos (Nia Vardalos) e Ian Miller (John Corbett).

Toula deve fare i conti con un padre fedelissimo alle tradizioni, che vorrebbe vedere la figlia sposarsi con un giovanotto greco.

Ian, insegnante di letteratura vegetariano, deve convertirsi alla religiose ortodossa e soprattutto trangugiare gli infiniti piatti a base di carne della tradizione greca per essere accettato dalla famiglia di Toula.

Un film carino e intelligente che si conclude in un matrimonio chiassoso e festoso, dove due culture molto diverse si fondono mantenendo la loro identità.

Fonte foto: iodonna.it

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