TRASH THE DRESS: DISTRUGGI L’ABITO DA SPOSA E FOTOGRAFALO

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Immaginate una sposa, truccata, acconciata, stupenda nel suo abito che si tuffa in mare, rotola nella sabbia, o si spalma addosso colori come fosse una tela bianca… È così che l’abito da sposa, dopo il matrimonio, da protagonista indiscusso dell’armadio, diventa oggetto catartico e di buon auspicio di un servizio fotografico unico e glamour. “Trash the dress”, alla lettera “distruggi il vestito”, conosciuto anche come “rock the frock” o “fearless bridal”, è una moda che ha preso piede da qualche anno negli Usa, per eliminare ogni forma di negatività e creare un reportage matrimoniale in chiave più moderna. Si tratta di rivestire i panni degli sposi felici, per farsi immortalare in ambienti eccezionali, in situazioni che non solo rischiano di sporcare il vestito, ma anche di sgualcirlo, strapparlo, rovinarlo.

La spiaggia con o senza il mare in tempesta, un campo di grano, un bosco fitto, un cantiere aperto, un edificio spettrale abbandonato, una scogliera o qualsiasi altro (fuori)luogo, sono i set fotografici preferiti per farsi ritrarre non in posa, bensì giocando, correndo, rotolandosi sulla battigia. Il risultato è assolutamente suggestivo e fuori dall’ordinario, scatti che di sicuro non avrete visto sfogliando gli album delle vostre amiche. Il “trash the dress” figlio delle nuove generazioni, dà la possibilità, anche giorni dopo il matrimonio, di godere di una sessione fotografica sereni e rilassati, senza l’ansia tipica del giorno delle nozze. Per le deboli di cuore, comunque, c’è sempre l’opzione di un secondo vestito, a basso costo, creato appositamente. Il significato originale del gesto vuole che la sposa distrugga il suo abito bianco per eliminare ogni possibilità di rindossarlo, con l’augurio che il suo matrimonio duri per la vita, perciò non è la stessa cosa, ma può funzionare.

La parola chiave è sicuramente maltrattare, sporcare, distruggere l’abito da sposa, ma sono diversi i livelli di “trash”, sta solo a voi scegliere. Il nostro consiglio è di farlo, ma con moderazione. Uno studio fotografico di Tel Aviv è andato oltre: per pubblicizzare i suoi servizi, ha organizzato un “trash the dress” decisamente rischioso. Lo staff del White Studio ha infatti cosparso con liquido infiammabile l’abito da sposa di una modella, poi ha appiccato le fiamme che sono arrivate fin sulle sue spalle, costringendo la ragazza a una precipitosa fuga in mare, mentre un uomo spegneva con un idrante il fuoco residuo sulla spiaggia. In Canada, una donna di 30 anni ha addirittura perso la vita proprio durante la sessione fotografica. La sposa è affogata nelle acque di un parco, a causa dell’ingombrante vestito che l’ha trascinata sul fondo.

Sfogliate la nostra gallery di scatti realizzati dai due migliori fotografi italiani di matrimonio, secondo Wpja (Wedding Photojournalist Association ), Fiof (Fondo Internazionale per la Fotografia) e Anfm (Associazione nazionale fotografi matrimonialisti): Alessandro Colle e Serena Rossi.

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