Movimento turismo del vino, parla Emanuela Russo

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(di Floriana Langella) – Fables incontra Emanuela Russo, presidentessa del Movimento Turismo del Vino in Campania, moglie dell’enologo Gerardo Vernazzaro dal quale ha “saccheggiato” la sua cultura sul vino. Ma la passione per la natura è stata la spinta maggiore, che l’ha portata ad amare questa attività. “È il legame con la terra che ci fa appassionare giorno per giorno – dice -, è come se fosse la nostra camomilla, là dove si vivono momenti di stress”. È responsabile marketing e comunicazione, insieme al marito, dell’azienda vitivinicola Cantine Astroni di Napoli. Negli ultimi dieci anni ha rilanciato l’azienda di famiglia, trasformandola in una realtà dinamica e di qualità, attenta all’accoglienza in cantina. Insieme all’MTV promuove gli eventi di Cantine aperte, con visite in vigne e cantine e degustazioni di prodotti enogastronomici.

Qual è la finalità degli eventi Cantine aperte?

Fare avvicinare le persone alla cultura enogastronomica, toccando con mano il processo del vino: passeggiamo tra le vigne, cantine, parliamo, raccontiamo il territorio e l’importanza della viticultura. Tutto ciò fa comprendere che non è solo degustazione, ma dietro c’è molto altro. Siamo i guardiani del cancello, il nostro compito è valorizzare e preservare quello che la natura di buono ci offre. Il pezzo di terra, una vigna e un bottiglia di vino sono elementi fondanti della nostra cultura.

Quali sono gli effetti  che produce l’itinerario enoturistico sulla salute, pare che influisca molto positivamente sul benessere psicofisico e la bellezza?

In primis è un toccasana per la psiche dell’essere umano, perché ci avviciniamo alla natura e ci allontaniamo dall’inquinamento della città e dalla vita frenetica. E sulla bellezza, beh, negli ultimi anni sono diverse le aziende cosmetiche che hanno scoperto le proprietà dell’uva e derivati, ricchi di polifenoli: i più potenti antiossidanti del mondo vegetale, in grado di mantenere elastica la pelle oltre a proteggerla dai radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cutaneo, inoltre sono anche un potente anticellulite.

Quali vini consiglierebbe per un banchetto nuziale?

Per i banchetti a base di pesce consiglierei vini a pasta bianca con un gusto secco, caldo e morbido, con sensazione di freschezza e sapidità, per esempio: Colle Imperatrice. In alternativa uno dal sapore dolce e leggero come il Vigna Astroni. Invece per un bacchetto a base di carne, dei rossi con un sapore aromatico e speziato come il piedirosso Tenuta Camandoli, che si sposa specialmente con le carni rosse.

Quale per il brindisi finale con la torta nuziale?

Per il brindisi finale abbinerei un gusto morbido ed equilibrato con sentori di fiori bianchi, frutta fresca e gradevoli note minerali, come la Falangina spumante in versione extragray, perfetto per accompagnare il taglio del torta.

Che progetti ha per il futuro?

Di riproporre un’attività dell’anno passato, il training di yoga e pilates in vigna e degustazione, per esortare in mondo “naturale” a  vivere se stessi. Quest’anno manterrà più o meno la stessa linea, ma non è stato ancora deciso il programma.

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